lunedì 28 ottobre 2019

Pioggia



Buongiorno! Mi presento: sono un commerciante. Vendo preoccupazioni sciocche. No aspetti! Non se ne vada! Mi lasci illustrare i pregi del prodotto! Ecco, in pochi sanno di avere bisogno di preoccupazioni, ma non ha idea quanto possano essere utili al giorno d'oggi! È in un salotto e teme di fare la figura del superficiale con la sua quotidianità ottusamente serena? Voilà! Si indossa una preoccupata e si snocciola con gran stile una sfilza di lamentele da esposizione, eccellenti anche per eventi pubblici. Da solo a casa non può evitare che il suo cervello pensi alle sue paure e alle oberanti responsabilità della vita? Lo soffochi di preoccupazioni sciocche: mai più sensi di colpa o spirali di pensieri inquietanti, e nel suo cranio nessuno la giudica. Ah, sapevo l'avrei interessata. Un listino? Ma certo! È praticamente infinito!

lunedì 21 ottobre 2019

Luna



Ricordo immensi viali vuoti, la porta spalancata sul cielo, le pareti bianche scandite dalle orbite blu delle finestre vuote. Ricordo di aver provato in ogni momento cosciente a modificare a città deserta, nella speranza di poterla completare con pazienza come si fa con una scultura. Come ogni cosa vista in sogno, però, è solo in sogno che la si può visitare. Immerso un mattino in una folla grigia, mi fu infine chiaro che ci sono alcuni miracoli che vanno compiuti solo di notte.

domenica 13 ottobre 2019

Soldato



Sarebbe bello poterci permettere di fare la guerra, di investire ossa, sangue, sputo e budella in un affare senza guadagno. Sarebbe bello, dico, perché significherebbe che non ci resta altro nemico che noi stessi, che non c'è alcun grande nulla che ci imporrebbe invece di essere tutti alleati per vivere. Suppongo che inventarci nemici piccoli aiuti a distrarci da quello terrorizzante che preferiamo ignorare.

lunedì 7 ottobre 2019

Futuro


Un giorno come tanti stavo provando a leggere il futuro, come del resto facciamo tutti prima di ogni sfida quotidiana. A seguito di una perfetta raccolta di dati, di calcoli di probabilità e di stime dei limiti del possibile e della causalità logica, sono uscito di casa, certo di predire alla perfezione quanto sarebbe accaduto. Tutto, con ammirevole puntualità, è andato storto. Mi sono scervellato per capire quali fossero i miei errori, e ancora analisi, ripensamenti, revisioni. Tolto ciò che era corretto e logico, mi sono infine reso conto che restavo solo: io stesso irrisolvibile incognita variabile di questo calcolo di Sisifo. Mi sono fatto una risata, mi sono preparato un tè, e, sprofondato in poltrona, mi sono rassegnato a leggere solo il presente.