lunedì 2 dicembre 2019

Scatola



Non mi venite a riempire la testa di cavolate da artistoide. Sogni, voli pindarici, vagheggiamenti poetici: insensatezze! Vivo secondo una semplice regola: se non lo posso toccare, non esiste. Pittura? Buon modo di sprecare tela. Scrittura? Ah, sono certo che qualche secchione saprà inventarsi una magnifica panzana per passarvela per necessaria. Musica? Buona semplice, che mi distrae e sta in sottofondo; non si azzardi a pretendere attenzione. Non ho tempo io per 'sta roba. E poi a che scopo interessarsene? Sforzarsi, darsi pena, investire tempo ed energie per immaginarsi utopie leziose. Tutto ciò solo per renderci conto che la realtà non potrà mai competere con loro? Per costringermi a rimpiangere ciò che non esiste? Se non conosco la bellezza nemmeno in sogno, non soffrirò per non averne e non mi verrà voglia di affaticarmi a ricrearla. Che sforzo immenso sarebbe. E senza certezza di guadagnarci! Diamine, senza nemmeno vederne una fine! No no. Molto meglio piccoli progetti con risposte tangibili: carriera e soldi, svago, distrazioni. Piccole risposte, piccole, sicure regole per costruirci un'abitudine. Nient'altro. L'importante è che non mi avanzi tempo per restare in silenzio, solo con i miei pensieri, a pormi domande. Una volta mi è capitato e, parola mia, è stata l'unico momento in vita mia in cui ho provato paura.

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